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L’Iran vieta alle banche di scambiare criptovalute

Sta cercando di mantenere sotto controllo il denaro convenzionale.

L’Iran sta prendendo esempio dalla Cina per quanto riguarda la regolamentazione del denaro: se la valuta del mondo reale è nei guai, reprimi quella di tipo virtuale. La banca centrale del paese ha vietato ad altre banche e istituti finanziari di acquistare, vendere o promuovere criptovalute in seguito a riforme intese a sedare la volatilità per il Rial iraniano, come vietare i cambi di valuta al di fuori delle banche e unificare i tassi di cambio. Il valore del Rial sta crollando per il timore che gli Stati Uniti ripristinino le sanzioni che potrebbero danneggiare l’economia iraniana. Il divieto rappresenta un’estensione di quello anti-riciclaggio approvato nel mese di dicembre.

Mentre la situazione dell’Iran è più volatile di quella della Cina, l’obiettivo è probabilmente lo stesso: questo potrebbe ridurre la probabilità che gli operatori ansiosi comprino la criptovaluta e vendano il denaro convenzionale. Mentre i formati come Bitcoin hanno i loro problemi con la volatilità, gli investitori potrebbero vederlo come una scommessa migliore dei minimi storici del Rial. Questo teoricamente spinge la gente indietro verso i soldi ufficiali dandogli una certa stabilità, per quanto artificiale possa essere.