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Huawei ha sviluppato un sistema operativo proprietario per sostituire Android

L’azienda cinese ha sviluppato un sistema operativo proprietario per i suoi dispositivi da utilizzare al momento giusto.

Huawei P20 Pro

Sarebbe difficile attribuire colpe ai dirigenti Huawei se ultimamente si sentono nervosi. Gli Stati Uniti hanno creato il caos per ZTE rinnovando un divieto di esportazione per le violazioni commerciali, privandolo, potenzialmente, della sua licenza Android e lasciandolo senza una piattaforma. In che modo Huawei potrebbe affrontare uno scenario simile? Semplice: utilizzando un sistema operativo proprietario. Le fonti del South China Morning Post hanno affermato che Huawei ha sviluppato un proprio sistema operativo mobile da quando, nel 2012, ZTE ha affrontato un’indagine americana. Gli addetto ai lavori l’hanno definito come un “investimento per scenari peggiori”.

La società non ha confermato o negato l’esistenza del software, dicendo solo che “non ha piani” per il lancio di un sistema operativo interno “nel futuro immediato” e, se ce n’è uno, non c’è fretta di usarlo. Certamente non sarebbe sorprendente se Huawei avesse il proprio software pronto né sarebbe la prima a fare una scelta del genere; ciò non vorrebbe dire che sarebbe semplice abbandonare Android. Se dovesse abbandonare il sistema operativo di Google, perderebbe l’accesso ai servizi del gigante della ricerca fuori dalla Cina.

 

Anche un top di gamma come il P20 Pro perderebbe il suo fascino se dovesse montare client di terze parti o smettere di utilizzare l’account Google. Anche in Cina, dove i servizi di Google sono bloccati, i venditori che potrebbero ancora utilizzare Android potrebbero aver un vantaggio non solo in virtù dell’abbondanza di app disponibile. Questo sistema operativo alternativo “fatto in casa” aiuterebbe principalmente Huawei a evitare una situazione da incubo se dovesse trovarsi improvvisamente impossibilitata ad utilizzare Android.