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Agcom contro Tim e Wind: “Scarse informazioni sul diritto di recesso”

I due operatori rischiano sanzioni molto elevate.

AGCOM

Per imporre il ritorno alla fatturazione a 30 giorni era stato necessario l’intervento del Parlamento, con un apposito emendamento inserito nella legge di Bilancio. Nonostante le società abbiano provveduto ad adeguarsi alle nuove regole, l’Agcom ha deciso di avviare un’istruttoria nei confronti di Wind e Tim; nel mirino dell’autorità di vigilanza sono finite le informazioni sulle modifiche tariffarie scattate con il passaggio alla fatturazione mensile da quella a 28 giorni, e l’esercizio del diritto di recesso dal proprio contratto. Secondo l’Autorità, le aziende non hanno assicurato “informazioni chiare, complete e trasparenti” ai consumatori.

L’ente, guidato da Angelo Marcello Cardani, afferma che entrambe le società “non hanno assicurato, per il tramite delle comunicazioni rese all’utenza finale attraverso Sms e sito aziendale, informazioni chiare, complete e trasparenti”. Passando al diritto dei consumatore di recedere il contratto, non è stato rispettato “il quadro regolamentare” in materia. Bisognerà ora attendere fino a 150 giorni dalla notifica di avvio del procedimento affinché si arrivi alle sanzioni vere e proprie. I due operatori chiamati in causa rischiano di pagare sanzioni superiori al milione di euro.