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Facebook: anche le app di terze parti potrebbero essere state interessate dalla recente violazione

Le conseguenze potrebbero andare ben oltre quanto già detto

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La più recente e gravissima violazione della sicurezza di Facebook potrebbe avere conseguenze che vanno ben oltre la piattaforma stessa. In una recente chiamata in conferenza, i rappresentanti delle società hanno avvertito che altre app e servizi, che consentono agli tenti di accedere tramite le loro credenziali di Facebook, potrebbero essere stati influenzati dal recente hack che ha compromesso i token di accesso dell’utente.

 

“Il token di accesso consente a qualcuno di utilizzare l’account come se fosse il titolare dell’account stesso. Ciò significa che potrebbero accedere ad altre app di terze parti utilizzando l’accesso di Facebook”, ha avvertito Guy Rosen di Facebook.

 

Al momento della segnalazione, non ci sono prove che le app di terze parti siano state interessate da questa violazione, ma è una possibilità. Facebook ha affermato di aver ripristinato tutti i token di accesso che avrebbero consentito agli utenti di accedere ad app come Spotify o Instagram. Ciò significa che gli utenti potrebbero dover effettuare nuovamente il login in questi vari servizi, ma i loro account dovrebbero essere sicuri.

 

Mentre la società sembra aver risolto i problemi di sicurezza, il danno a lungo termine all’azienda di Zuckerberg sarà un po’ più difficile da riparare. Nei giorni successivi alla notizia, è stato riferito che il valore di Facebook è sceso di circa $ 13 miliardi.

 

Parlando della violazione, il fondatore del social network in blu ha paragonato la sicurezza a una “arm’s race”, e ha ribadito il fatto che Facebook ha pianificato di raddoppiare il proprio team di sicurezza entro la fine di quest’anno per combattere minacce di questo tipo.

 

Sebbene quest’ultima violazione non abbia ramificazioni politiche come quelle dello scandalo di Cambridge Analytica, non aiuta certo la reputazione dell’azienda e, a peggiorare ulteriormente le cose, è stato recentemente riportato che anche l’account di Mark Zuckerberg è stato interessato da questa violazione.