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Il successo principale di Iliad deriva dalla mancanza di trasparenza della concorrenza

Benedetto Levi, numero uno di Iliad, ha rilasciato un’intervista al quotidiano la Stampa

Iliad

Il giovanissimo amministratore delegato di Iliad, Benedetto Levi, è tornato a parlare, rilasciando un’intervista al quotidiano la Stampa, in edicola oggi. Il dirigente spiega senza mezzi termini o giri di parole che la società da lui guidata sta basando il suo successo non solo sulla convenienza delle offerte, bensì sulla trasparenza, cosa che gli operatori concorrenti non offrono.

 

Il quarto operatore conta già 2 milioni di utenti e, compresi nel prezzo, e senza nessun costo aggiuntivo nascosto, offre servizi che gli altri competitor fanno pagare. La trasparenza di Iliad è uno dei pilastri portanti dell’azienda, e, secondo Levi, uno dei motivi principali che porta i clienti a scegliere l’operatore: “Come i costi nascosti, la segreteria telefonica, l’sms “Ti ho cercato”, il canone settimanale e altro. Per non dire delle fatturazioni a 28 giorni”.

Tutti servizi, quelli citati, che Iliad offre a titolo completamente gratuito:

“Con noi questi servizi sono inclusi, non nascondiamo nessun costo, non ci sono trappole. Ma la trasparenza è anche nel modo in cui si comunica con gli utenti: ad esempio, all’inizio c’è stato qualche ritardo nella spedizione delle  schede SIM perché la richiesta è stata enorme: ci siamo scusati, abbiamo fatto meglio.”

 

Benedetto Levi evidenzia come uno degli altri fattori di successo è il passaparola di amici o parenti che incoraggiano altre persone ad effettuare il passaggio, e che sta “aiutando molto”.

Il giornalista che ha intervistato Levi ha poi toccato un altro tema molto spinoso, ma che il numero uno dell’operatore francese è riuscito a dribblare molto bene:

Siete arrivati appena dopo le elezioni, che hanno segnato – almeno nelle promesse – un momento di rottura col passato e di trasparenza. Ed è quello che anche voi promettete: trova un parallelismo? «Per me sono cose distinte, la politica è un mondo che riguarda tutti in quanto cittadini, noi forniamo un servizio importante ma limitato. Inoltre la strategia per l’ingresso in Italia era stata decisa molto prima: il mercato delle telecomunicazioni era in stallo da anni, e noi siamo arrivati con l’intenzione di cambiarlo».