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Il Ministro di Maio sulle Simbox Iliad: devono adeguarsi alla Legge Pisanu

Oggetto della discussione sono le modalità di attivazione delle nuove SIM

Iliad

La politica e il marcato di Iliad tornano ad intrecciarsi, dopo la denuncia relativa all’impiego delle Simbox arrivata sul tavolo del Ministro degli Interni Matteo Salvini. Oggetto di discussione è la sicurezza e la legittimità dei tanto apprezzati totem automatici dell’operatore francese, che consentono l’emissione di nuove SIM già attive; il Ministro Luigi Di Maio, nel corso di un’audizione riguardante il settore delle telecomunicazioni, ha riferito in merito a Iliad alla Commissione Trasporti:

Appena mi sono insediato al Ministero, una delle prime cose che ho firmato è stata una prescrizione che abbiamo inviato ad Iliad, perché devono adeguarsi alla norma.

La legge a cui il Ministero dello Sviluppo Economico e del Lavoro  si riferisce è la Legge Pisanu, emanata nel 2005 per limitare la possibilità di favorire il terrorismo, con un facile accesso alle comunicazioni. Il dossier è finito anche nelle mani di Matteo Salvini, perché, secondo Di Maio, le Simbox costituirebbero un tema legato a una possibile concorrenza sleale. I dubbi principali, però, riguardano sempre le modalità di attivazione delle nuove SIM:

La SIM viene attivata prima della registrazione a terminale della carta d’identità o del documento di riconoscimento. In realtà, la compagnia sostiene che la dinamica sia un’altra. A quanto ho capito, il documento di riconoscimento viene trasmesso in tempo reale alla registrazione e la SIM viene attivata subito.

Il Ministro ammette, quindi, di non conoscere bene la procedura ti attivazione della SIM che, a detta di Iliad, avviene con modalità completamente diverse: i dati inseriti dal cliente, insieme alla scansione del documento e la relativa videoregistrazione, vengono inviate immediatamente e verificate da un operatore che, dalla sua postazione remota, ne verifica la congruenza e, una volta superato il controllo, provvede ad attivare la SIM.

Noi abbiamo avviato tutte le prescrizioni del caso, perché intuirete che il solo rischio di avere una SIM non registrata per utilizzi illeciti ci mette a serio pericolo. Stiamo procedendo su questa vicenda.

Il tema rimarrà certamente nell’agenda del governo, considerate anche le pressioni da parte dei competitors.