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L’FBI ammette di aver gonfiato il numero dei dispositivi mobili inaccessibili

Il numero dei dispositivi criptati è molto più basso di quello rivendicato

Apple FBI

Negli ultimi due anni, l’FBI ha ripetutamente affermato che migliaia di telefoni collegati a indagini penali erano inaccessibili a causa di protezioni e crittografia. L’anno scorso il direttore dell’FBI Christopher Wray ha dichiarato di non aver potuto accedere a 7.800 dispositivi mobili, ma un rapporto del Washington Post da poco pubblicato rivela che il numero non è corretto. Secondo il Post, il numero esatto è compreso tra 1.000 e 2.000, con una stima interna recente di circa 1.200 dispositivi e in un comunicato l’FBI ha risposto: “La nostra valutazione iniziale è che gli errori di programmazione hanno portato a un significativo errore nel conteggio, eccessivo, di dispostivi mobili segnalati.

 

La scusa ufficiale è ce gli errori causati da più database hanno comportato il conteggio dei dispositivi più di una volta, ma il problema è stato il perseguimento da parte dell’FBI e del DOJ dell’accesso tramite backdoor ai telefoni bloccati. Successivamente, il regista James Comey ha citato l’accaduto durante un dibattito sull’iPhone di San Bernardino. Senza la presenza si alcuna backdoor inserita da parte di Apple, le forze dell’ordine hanno comunque ottenuto l’accesso a quel dispositivo e, come appreso di recente, esistono strumenti che possono essere utilizzati per i nuovi telefoni. Il governo ha ripetutamente fatto riferimento a “Going Dark” come uno dei principali problemi che si è trovato ad affrontare durante le indagini, suggerendo che le società tecnologiche stanno consentendo ai criminali di rafforzare le protezioni della privacy che non possono aggirare. Molti sostenitori della privacy hanno sempre pensato che l’agenzia federale gonfiasse i suoi numeri, e ora ne abbiamo avuto conferma.