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L’FBI e il Dipartimento di Giustizia vogliono vederci chiaro sul caso Cambridge Analytica

Le indagini non si fermeranno solo perché la società ha già chiuso

Department of Justice

Cambridge Analytica ha già chiuso, perché non è riuscita a fronteggiare le continue indagini e scandali, ma ciò non vuol dire che il Dipartimento di Giustizia voglia lasciar finire così la faccenda. Insieme all’FBI, infatti, hanno iniziato ad indagare sulle società che raccoglieva dati, mettendo in discussione ex dipendenti e banche che hanno gestito le sue attività nelle ultime settimane. Le domande delle autorità si concentravano apparentemente sui rapporti finanziari dell’azienda, anche se cercavano di capire meglio come ha acquisito e utilizzato i dati personali estratti da Facebook e da altre fonti. Sono anche entrati in contatto con il social network di Mark Zuckerberg, anche se Facebook si è rifiutato di fornire informazioni sugli argomenti trattati.

Uno degli ex dipendenti con cui gli investigatori hanno parlato è stato Christopher Wylie, l’informatore che ha rivelato che l’app “thisisyourdigitallife” ha raccolto dati da oltre 50 milioni di utenti. Cambridge Analytica ha utilizzato le sue tecniche di modellazione psicografica per costruire profili sugli utenti americani con quella raccolta di dati. Questi profili servirono quindi come base del lavoro per la campagna di Trump durante le elezioni presidenziali. L’amministratore delegato della società ha dichiarato di aver gestito tutta la campagna digitale per l’attuale presidente utilizzando i dati raccolti: “Abbiamo fatto tutte le ricerche, tutte le analisi, tutti i targeting, abbiamo gestito tutta la campagna digitale, la campagna televisiva e i nostri dati sono serviti per l’intera strategia.” Ha anche suggerito che l’azienda si è rivolta alla seduzione e alla corruzione per influenzare le elezioni e per intrappolare e ricattare i politici.